GIRI ARMONICI Parte 1/6

… I primi accordi…

Per quelli che si approcciano alla chitarra, i giri armonici sono tra le prime cose che si iniziano a suonare,  il piacere di iniziare a fare gli accordi delle nostre canzoni preferite, i primi accompagnamenti ritmici, lo “strumming,” (lo strimpellamento), che inizialmente suonerà incerto, poi man mano, facendo pratica, prenderà forma, ed inizierà ad avere un suo senso ritmicamente logico, e il piacere di suonare, sarà ancora più coinvolgente, appagante e divertente.

Nello specifico cos’è un giro armonico?

Semplicemente è una sequenza di accordi che si ripetono con un ordine o meglio cadenza ben precisa. Le applicazioni del giro armonico possono essere diverse, ad esempio: per creare strutture di brani a livello armonico, questo lo si può constatare direttamente suonando canzoni di musica leggera (pop), ed analizzarle.

Per iniziare a capire i primi concetti di armonia e delle relazioni che possono intercorrere tra gli accordi, nelle diverse tonalità, sono utilissimi anche per l’improvvisazione.  Esistono diversi tipi di giri armonici.

In questa serie di lezioni ci occuperemo del classico giro armonico maggiore, molto noto e molto suonato (in tutte le tonalità… Che te credi???)

Farò un breve preambolo riguardo l’armonia che sta dietro ad un giro armonico, giusto per dare un’idea ben precisa del come nasce. Riguardo l’aspetto armonico e teorico, ci saranno in futuro delle lezioni più dettagliate in merito. La cosa principale in questo momento è iniziare a suonareProvare e riprovare!!!

I giri armonici che andrò a proporre sono formati da 4 accordi + 1 di chiusura, che non è altro che la ripetizione del primo accordo della sequenza.

Partiamo da un concetto semplice, semplice, la scala di Do maggiore.

La scala di Do maggiore, è formata dalle seguenti note:

Do – Re – Mi – Fa – Sol – La – Si.

C     D      E     F     G      A     B

Andando ad armonizzare la scala di Do maggiore, otteniamo degli accordi, nello specifico: armonizzare una scala in senso generale, significa costruire degli accordi su ogni grado della scala, utilizzando le note della scala stessa, tutti gli accordi ottenuti ruoteranno attorno ad un unico centro tonale, il riferimento è alla tonica della scala, che darà il nome alla tonalità, in questo caso Do (C) maggiore, quindi gli accordi ottenuti saranno in tonalità di Do (C) maggiore (maj).

Gli accordi:

  • I Domag
  • II Remin
  • III Minin
  • IV Famag
  • V Solmag
  • VI Lamin
  • VII Sidiminuito(dim)

Come avete notato ho numerato gli accordi con i numeri romani, difatti le sequenze di accordi si indicano con i numeri romani.

La sequenza che caratterizzerà tutti i giri armonici proposti sarà questa:

I – VImin –IImin – V7– I.

ATTENZIONE altra novità, come avete visto ho messo vicino al numero romano la parola (min), questo vuol dire che saranno accordi minori, vedi lo schema sopra, negli altri dove c’è solo il numero l’accordo è maggiore, mentre nel V accordo che sarebbe Sol (G), ho messo V7, che coinciderebbe con l’accordo di Sol7 (G7), detto Sol settima, questa è una piccola ma importantissima variazione al giro per aumentarne il senso di chiusura, vedrete che l’orecchio ve lo segnalerà.

Questi argomenti saranno trattati in maniera più ampia successivamente.

Quindi tutti gli accordi maggiori sul quinto grado delle 12 tonalità che saranno proposte, saranno trasformati in accordi di V7.

Buona Musica a Tutti!!!

Stefano Gazzotti

 

Aural Training Sesta Ed Ultima Parte

Intervalli 6aMag, 6amin, 7aMag, 7amin

Buona Giornata!!!

Come sta andando con il riconoscimento delle geometrie degli intervalli sulla tastiera???

Mi raccomando oltre a visualizzarli e suonarli, C A N T A T E L I!!!

SING, SING, SING THE INTERVAL!!!

Questa è l’ultima lezione sulle geometrie degli intervalli, come scritto in precedenza più volte, verrà poi integrata da una lezione più dettagliata sia a livello teorico che pratico.

Gli intervalli che andremo ad analizzare sono gli intervalli di 6a maggiori/minori e di 7a maggiori/minori.

Iniziamo dagli intervalli di 6a maggiore e 6a minore.

Per l’intervallo di 6a minore il brano di riferimento è “(Where Do I Begin?) Love Story “ di “Francis Lai” meglio nota con il titolo di Love Story.

Mentre per l’intervallo di 6a maggiore il brano di riferimento è “My Bonnie Lies Over The Ocean” di “anonimo” ma andatevi sempre a leggere la storia della canzone che è sempre interessante…

Geometrie intervalli di 6a maggiore e 6a minore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine abbiamo gli intervalli di 7a maggiore e 7a minore, ho pensato ai seguenti brani:

per l’intervallo di 7aminore il brano di riferimento è “Somewhere” (West Side Story), autori “L.Bernstein & S.Sondheim”.

Mentre per l’intervallo di 7a maggiore, il brano di riferimento è”I Love You” di “Cole Porter”.

Geometrie intervalli di 7a maggiore e 7a minore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A conclusione di questo ciclo di lezioni dedicate alla geometria degli intervalli, vi consiglio di provare gli intervalli sia in orizzontale che in verticale nelle diverse aree della tastiera, seguendo con attenzione la geometria dell’intervallo scelto… E magari intonandolo…

Buona Musica a Tutti!!!

Stefano Gazzotti

Aural Training Quinta Parte

Intervalli 2aMag, 2amin, 3aMag, 3amin

Buon intervallo a tutti!!!

Pronti con la chitarra???

Andiamo avanti ad analizzare le geometrie degli intervalli, che come potete constatare ora, e a maggior ragione in futuro, saranno un aiuto preziosissimo per la visualizzazione sulla tastiera, questo vi assicuro che lo constaterete personalmente man mano che il vostro studio e pratica strumentale evolverà.

Gli intervalli che andremo ad analizzare sono gli intervalli di 2a maggiori/minori e di 3a maggiori/minori.

Ricordo che l’argomento intervalli sarà trattato in maniera più ampia in una serie di lezioni proprio dedicate ai diversi tipi di intervalli eseguiti sia in senso ascendente che discendente e le canzoni da associare ad essi.

Per L’intervallo di 2a maggiore come brano di riferimento abbiamo “Yesterday” dei “The Beatles”, mentre per l’intervallo di 2a minore, ho scelto un motivo immortale, “Per Elisa” di “L.W.Beethoven”.

Il brano di riferimento è l’inizio di “Per Elisa” di “L.W.Beethoven”.

Geometria intervalli di 2a maggiore e 2a minore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Benissimo ora passiamo agli intervalli di 3a maggiore e 3a minore.

Iniziamo dall’intervallo di 3a minore:

il brano di riferimento è “Greensleeves” autore “anonimo”, ma ci sono delle storie interessanti a questo proposito… Andate a curiosare nel web, ma prima studio!!!

Mentre per l’intervallo di 3a minore il brano di riferimento è “Oh When The Saints Go Marching In…” autore “anonimo”.

Geometria degli intervalli intervalli 3a minore & 3a maggi0re

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buona Musica a Tutti!!!

Stefano Gazzotti

Aural Training Quarta Parte

Intervalli Perfetti Continua

Buon intervallo a tutti!!!

Pronti con la chitarra???

Iniziamo con l’intervallo perfetto o unisono volendo detto di 1° giusta.

Il brano di riferimento è “Happy Birthday” le prime due note sono un unisono, provate a cantare l’inizio.

A seguire le diteggiature sulla tastiera:

Unisono Schema Intervallo
Unisono schema intervallo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si continua con l’intervallo di 4° giusta,

Un esempio possiamo averlo dalle prime due note dell’inizio di “Amazing Grace”.

Intervallo di quarta
Intervallo di quarta giusta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si continua con l’intervallo di 5a giusta,

Un esempio possiamo averlo dalle prime due note dell’inizio di “Star Wars Theme”.

Intervallo di 5a giusta
Intervallo di 5a giusta 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine l’intervallo di 8a giusta,

Un esempio possiamo averlo dalle prime due note dell’inizio di “My Sharona”.

Intervallo di 8a
Intervallo di 8a

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervallo di 8a
Intervallo di 8a chitarra in orizzontale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

intervallo di 8a
Intervallo di 8a corde a vuoto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buona musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

 

 

 

 

 

 

Aural Training Terza Parte

Intervalli Perfetti.

 

Un saluto a tutti!!!

Iniziamo a vedere le geometrie degli intervalli sulla tastiera, ed iniziare a lavorare sul processo di visualizzazione di questi, ricordo che il concetto di visualizzazione per il nostro strumento è molto importante per riuscire ad estrapolare tutte le varie forme di accordi, scale ed arpeggi e come questi si possono connettere fra di loro.

Partire dalle geometrie degli intervalli è una delle tante strade che si possono percorrere, e per il momento l’applichiamo al concetto di sviluppo dell’Aural Training.

Faccio presente che gli intervalli saranno trattati in maniera più esaustiva nelle lezioni dedicate ad essi.

Quindi qui non mi soffermerò a spiegare perché un intervallo si chiama perfetto o imperfetto, ma si andrà subito al sodo con le tabelle di riferimento ed alcuni consigli pratici.

Gli intervalli che si prenderanno in considerazione saranno:

Intervallo perfetto o giusto unisono.

Intervallo perfetto o giusto di quarta.

Intervallo perfetto o giusto di quinta.

Intervallo perfetto o giusto di ottava.

 

Userò sempre come riferimento la nota Do, eccezione fatta per gli esempi dove userò le corde a vuoto.

Divertitevi ad usare anche le altre note come toniche di riferimento e provare le geometrie sulla tastiera.

Un fattore molto importante per tutti gli esempi che seguiranno, sarà quello di intonare l’intervallo, la nota di partenza e la nota di arrivo, anche viceversa, l’intervallo può essere suonato sia in senso ascendente che discendente.

Esempio:

Prima suonate l’intervallo ascendente di Do-Fa, poi suonate nuovamente il Do intonandolo con la vostra voce, e di conseguenza suonate il Fa ed intonatelo con la vostra voce, fate lo stesso procedimento anche in senso discendente (quindi Fa e Do), scegliete voi l’area della tastiera dove la vostra estensione funziona meglio.

Un altro esercizio molto importante per aumentare la nostra consapevolezza nel riconoscere gli intervalli è quello di associare l’intervallo preso in esame con l’inizio di un brano noto, in generale, o magari a voi particolarmente.

Farò un elenco di brani per ogni tipologia di intervalli, a cui fare riferimento, spazieranno dalla musica classica alla musica moderna.

Questo elenco potrà essere aggiornato in futuro, con altri brani “furbi” per il nostro scopo. L’elenco completo e aggiornato sarà inserito nella lezione che tratterà gli intervalli.

Dalle prossime lezioni pubblicherò la tastiera con le geometri degli intervalli ed i brani di riferimento.

Buona musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

Aural Training Seconda Parte

Buon giorno a tutti!!!

In questa seconda lezione daremo un ultima delucidazione sugli intervalli, che verranno trattati in maniera più ampia nelle lezioni che pubblicherò prossimamente.

Qui prenderò in considerazione quelli più utili a noi dal punto di vista chitarristico.

Un semitono corrisponde a due tasti vicini esempio:

Sol e Sol#/Lab  (sesta corda tasto III e tasto IV).

Un tono è dato dalla somma di due semitoni (3 tasti prendendo in considerazione il tasto di partenza e quello di arrivo):

Sol e La (sesta corda tasto III e tasto V).

Sol – Sol#/Lab (un semitono) tasto III e tasto IV della sesta corda.

Sol#/Lab- La ( un semitono) tasto IV e Tasto V della sesta corda.

Semitono e Tono
Semitono e Tono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A seguire una tabella con il nome completo degli intervalli in relazione alla scala maggiore:

Grado della scala Qualità dell’intervallo
Secondo Seconda maggiore
Terzo Terza maggiore
Quarto Quarta giusta
Quinto Quinta giusta
Sesto Sesta maggiore
Settimo Settima maggiore
Ottavo Ottava giusta

 

Breve riassunto:

intervallo Maggiore + 1 st = intervallo Aumentato

intervallo Maggiore – 1 st = intervallo Minore

intervallo Maggiore – 2 st = intervallo Diminuito

intervallo Giusto + 1 st = intervallo Aumentato

intervallo Giusto – 1 st = intervallo Diminuito

Nelle prossime lezioni vedremo le geometrie degli intervalli sulla tastiera.

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

 

 

Aural Training Prima Parte

In questa serie di lezioni cercheremo di capire come poter studiare l’Aural training con il nostro strumento, darò una serie di consigli, che io stesso uso, anche all’interno delle mie lezioni.

In commercio potete trovare libri, e-books, software dedicati, app, ma di questi ne parlerò nella sezione recensioni dove farò le mie personali recensioni a tutto ciò che ho usato nella mia vita di studente di chitarra e successivamente di chitarrista professionista.

Quindi avere un libro ed un software o app dedicata lo consiglio fortemente.

Ma vediamo cosa possiamo iniziare a fare con il nostro strumento e la nostra voce.

La prima cosa da farsi è iniziare ad individuare gli intervalli nelle loro geometrie presenti sulla tastiera, la geometria degli intervalli e la loro visualizzazione è un fattore importantissimo per riuscire associare il tutto ad un risultato sonoro derivato dalla nostra esecuzione.

Pertanto pubblicherò tutta una serie di diagrammi della tastiera della chitarra dove saranno indicati gli intervalli, ed elencherò delle canzoni di aiuto per capire come suona l’intervallo prescelto.

Come prima cosa, definiamo il concetto di intervallo:

Che cos’è un intervallo in musica?

L’intervallo è la distanza che vi è tra due note, l’intervallo più piccolo in musica è il semitono (Half Tone).

Esistono diversi tipi di intervalli ricavati proprio dalle diverse distanze che si possono trovare da nota a nota.

L’intervallo può essere di tipo ascendente o discendente, e si calcola tenendo conto della quantità e della qualità, per capire meglio il processo prendiamo come esempio l’arci nota scala di Do maggiore (C major).

Do  Re  MiFa  Sol  La  SiDo

C     D   EF      G    A    BC

Senza entrare nel dettaglio a livello storico musicale, nel nostro sistema musicale si è convenuto nel corso degli anni che tra Mi e Fa e tra Si e Do vi è la distanza di un semitono, è il motivo per cui gli ho scritti vicini.

Tutte le altre note all’interno della scala maggiore sono a distanza di un tono( Whole tone), dato dalla somma di due semitoni.

Ora calcoliamo l’intervallo che intercorre tra Do e Mi.

Calcoliamo la distanza ovvero la quantità, si procede contando dalla nota di partenza fino ad arrivare a quella di arrivo:

Do  Re  Mi

1 –   2 – 3  l’intervallo è classificato di 3a

Ora esaminiamo la distanza in termini di qualità ovvero il numero di toni e semitoni presenti da Do a Mi, si avrà:

Do – Re  1tono

Re – Mi   1tono

La distanza tra Do e Mi è quindi di 2 toni che corrisponde ad un intervallo di 3a maggiore.

Con questa prima lezione abbiamo visto come si calcola un intervallo, nelle successive vedremo le varie tipologie di intervallo e le loro geometrie sulla tastiera della chitarra.

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

 

Aural Training Introduzione

Un saluto a tutti, e via che si inizia con un nuovo argomento, secondo me di vitale importanza, per ogni musicista, e nel nostro caso per ogni chitarrista.

Voglio introdurre il concetto di Aural Training (formazione uditiva), altri lo chiamano Ear Training (allenamento dell’orecchio), a seconda di come vogliate chiamarlo le nostre orecchie sono comunque chiamate in causa.

Stiamo parlando del nostro orecchio “musicale” e della capacità di collocare i suoni strumentali in modo esatto sia in altezza che in intervallo.

Ci sono musicisti che con estrema facilità riescono a tradurre il loro pensiero musicale in esecuzione senza alcun sforzo, altri che riescono a riprodurre melodie e progressioni di accordi senza sforzo apparente, beh diciamo che sono particolarmente fortunati ;-)).

Questi sono dotati dell’orecchio assoluto, ovvero riconoscere le note esatte senza note di riferimento.

Poi ci sono i “comuni mortali” tra cui il sottoscritto che non hanno avuto il dono dell’orecchio assoluto, ma che hanno sempre studiato, e continuano farlo per sviluppare il concetto di orecchio relativo che consiste nella capacità di identificare sequenze musicali che siano note singole o accordi in relazione ad una nota data.

Alla fine il risultato non cambia.

E senza dubbio indispensabile affrontare questo tipo di percorso all’interno della nostra vita di chitarristi, e intendo dedicare proprio dello studio dedicato all’interno delle nostre sessioni di studio, perché sicuramente la nostra intelligenza musicale ne trarrà vantaggio nel farci suonare sicuramente meglio, cambia radicalmente il nostro atteggiamento, sia nei confronti del nostro strumento, sia nei confronti della musica, perché acquisiremo una consapevolezza molto più profonda nei confronti della musica che vogliamo esprimere ed ascoltare.

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

Tablature con notazione musicale, 5a ed ultima parte.

TAB CON NOTAZIONE MUSICALE

Un saluto a tutti, quinta ed ultima lezione dedicata alle tab e a come possono essere rappresentate, si conclude quindi una panoramica generale delle possibili rappresentazioni disponibili:

Tab generica.

Pentagramma doppio (pentagramma, tablatura) .

Tab singola ma scritta con notazione musicale.

Ho tralasciato le Tab per accordi, conosciuti anche con il termine diagrammi per accordi, che tratterò in un altro ciclo di lezioni.

All’interno del mio Blog, userò prevalentemente il pentagramma doppio (pentagramma + tab).

Vediamo gli ultimi due esempi, il primo è il riff di un brano dei Blink 182, “First Date” (Hoppus, Delonge, Barker).

First Date (Intro)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segue il riff di un brano dei Siouxsie & The Banshees, quello che fu il loro singolo di debutto “Hong Kong Garden” (Sioux/Severin/Mckay/Morris)

Siouxsie & The Banshees
Hong Kong Garden Riff.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi invito ad andarvi a sentire tutti i brani nella loro versione originale di tutte le Tab che ho citato, cercate con l’ascolto di capire dove sono collocati i riff all’interno dei brani, ma soprattutto suonateli ed imparateli, se poi volete impararvi tutte le canzoni ancora meglio!!!

Buona Musica a Tutti!!!

Stefano Gazzotti

 

 

 

 

 

Tablature 4a parte.

Un saluto a tutti!!! Continuiamo le nostre lezioni sulle TAB, questa volta analizzeremo le TAB scritte in modo più completo, ovvero quelle abbinante ad un pentagramma e le TAB singole con notazione musicale.

E negli esempi a seguire si continuerà con l’applicazione delle simbologie elencate nella “Tablatura parte terza”.

Iniziamo con il classico pentagramma abbinato alla TAB.

Pentagramma + Tab

 

 

 

 

 

Ora da quel che si può notare abbiamo un pentagramma con le battute numerate (ottimo aiuto per orientarsi all’interno dello  spartito che stiamo suonando), ed in corrispondenza di ogni battuta la sottostante battuta in versione TAB. Ti ricordo che la prima linea, quella in basso, corrisponde al Mi basso e l’ultima linea, quella in alto corrisponde al Mi cantino.

Nel prossimo esempio vediamo una applicazione.

Il riff iniziale di (I Can’t Get No) Satisfaction (M.Jagger & K.Richiards) dei Rolling Stones. Notate la presenza dei pull-off indicati con la lettera (p).

Provate a suonarlo aiutandovi con la versione originale.

Rolling Stones
Riff I Can’t get no satisfaction

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si continua con un altro riff, l’inizio di Johnny B.Goode (C.Berry), celebre brano , tra i pilastri del repertorio rock & roll, all’interno dell’intro si noterà a livello esecutivo la presenza  degli slide up (scivolamento ascendente).

Johnny B.Goode
Riff Johnny B.Goode

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buona musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti