Il suono caratteristiche parte seconda

Bene continuiamo ad analizzare le caratteristiche del suono:

INTENSITA’: dipende dall’ampiezza delle vibrazioni, determinandone il volume, tanto maggiore sarà l’ampiezza delle vibrazioni, tanto più alto sarà il volume. L’unità di misura dell’intensità è il DECIBEL(db).

 Approfondimenti su wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Volume_(acustica)

https://it.wikipedia.org/wiki/Decibel

TIMBRO: caratterizza ogni strumento musicale, voce compresa, dipende nella maggior parte dei casi dalle caratteristiche fisiche della fonte sonora, ad esempio dalla qualità del corpo vibrante, dal mezzo che lo mette in vibrazione, ecc… Timbro, intensità ed altezza si influenzano a vicenda e ci permettono di distinguere fra di loro i vari strumenti musicali.

 Approfondimenti su wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Timbro_(musica)

 

DURATA: E’ collegata all’utilizzo musicale del suono, e da come questo viene generato, ad esempio i suoni generati da strumenti a corda, o dagli strumenti elettronici che possono permettere il prolungarsi del suono.

A tal proposito vedremo nelle lezioni successive l’ultilizzo della notazione musicale per rappresentare la durata o valore del suono, rispetto al tempo. In termini più generali come la musica è organizzata nel tempo.

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

Il Suono caratteristiche

Breve spiegazione sul concetto di “suono”:

Per suono si intende un fenomeno acustico prodotto dalle vibrazioni di un corpo elastico (in musica l’ambiente è quasi sempre l’aria) la cui sollecitazione può avvenire tramite pizzico, sfregamento, soffio, impulso elettrico.

Il suono ha quattro caratteristiche fondamentali:

altezza, intensità, timbro e durata, vediamole:

Altezza:la cui percezione è data dalla distinzione fra suono acuto e grave, e dipende dal numero di vibrazioni al secondo emesse, quindi maggiori saranno le vibrazioni del corpo che vibra, più acuto o alto è il suono, al contrario minore sarà la frequenza (numero di vibrazioni al secondo), più basso o grave sarà il suono.

La frequenza che determina l’altezza di un suono viene misurata in Hertz(Hz).

Approfondimenti su wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Altezza_(acustica)

https://it.wikipedia.org/wiki/Frequenza

https://it.wikipedia.org/wiki/Hertz

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

 

Un po’ di storia seconda parte

Vi siete mai chiesti chi ha inventato il pentagramma?

La notazione musicale, come potete ben immaginare ha una lunga storia, che vi invito a leggere su libri o sul web, è sempre bello conoscere l’evoluzione di una determinata area dello scibile umano, non da meno è la storia ed il progresso del linguaggio musicale e della sua rappresentazione, altro punto a favore dell’Italia e della sua storia è l’attribuzione di quello che è il pentagramma ad oggi in uso, che va al compositore e teorico della musica Ugolino da Orvieto.

Il pentagramma (parola di origine greca, penta=5, gramma=lettera, scrittura) è formato per l’appunto da 5 linee e quattro spazi, la prima linea viene considerata quella inferiore, mentre la quinta è quella superiore, il primo spazio è quello compreso fra la prima e seconda linea, il quarto quello compreso fra la quarta e quinta riga.

Esistono diversi tipi di pentagramma con finalità diverse.

Successivamente ne vedremo l’uso.

Pentagramma
Pentagramma

Vi lascio il link Wikipedia per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Pentagramma_(musica)

 

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti

Un po’ di storia

Vi siete mai chiesti da dove nascono i nomi delle note?

Beh con orgoglio possiamo affermare che l’Italia con la sua cultura espressa nel corso della propria storia, ha dato tantissimo anche alla musica, a livello mondiale, il suo contributo ha influito sullo sviluppo della cultura musicale in generale sotto tanti punti di vista.

Dobbiamo dire GRAZIE INFINITE!!! Ad un monaco cristiano dal nome Guido Monaco meglio conosciuto come Guido D’Arezzo, un vero rivoluzionario che mise le basi per la moderna notazione musicale, arrivata fino ai giorni nostri.

Trasse il nome delle note (do,re,mi,fa,sol,la,si) dalla prima sillaba di ogni verso di un inno in onore di S.Giovanni (attribuito a Paolo Diacono), inno che riporto qui sotto, notare i versi inizianti con la successione ascendente di note:

Ut queant laxis

Resonare fibris

Mira gestorum

Famuli tuorum

Solve polluti

Labii reatum

Sancte Johannes.

Da qui i nomi delle note Ut-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si.

UT, nel secolo XVII in varie nazioni si mutò in Do.

Per approfondire tutta la storia, vi lascio il link Wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_monaco

 

Buona Musica a tutti!!!

Stefano Gazzotti